Durante la gravidanza ho sottovalutato enormemente la frase “per crescere un bambino ci vuole un villaggio”. Ho già anticipato nell’articolo precedente, non ero minimamente preparata a quello che sarebbe successo dopo.
Dopo essere diventata madre mi sono sempre più convinta che il motivo principale per cui la gente non fa figli non sia quello economico ma l’isolamento sociale. Un tempo era più semplice crescere dei figli, nelle stesse case o nelle immediate vicinanze c’erano nonne, zie, sorelle ecc. pronte ad assistere la puerpera. Ora viviamo a km di distanza, lavoriamo 10 ore al giorno, andiamo in pensione a 70 anni… chi ce l’ha il tempo per aiutare la neo-mamma?
Per non parlare del congedo di paternità! 10 miseri giorni. Tempo in cui non riesci nemmeno a riprenderti dal parto. E se il papà è una partita iva? Banane. Il mio compagno è riuscito a prendersi una pausa di 4 giorni (partita iva) ricordo ancora il senso di terrore che ho provato il giorno precedente il suo rientro al lavoro: “che cosa faccio tutto il giorno da sola con lui?”. Per me è stato drammatico. Non riuscivo a smettere di piangere e non riuscivo ad espletare nessuno dei miei bisogni fisiologici, perché Nicolò non mi dava modo di andare in bagno, di lavarmi e di mangiare… lasciamo perdere il dormire.
Tornando al villaggio, cosa dovresti fare? Se sei fortunata e hai la mamma disponibile, chiedile di stare con te il più possibile. Se hai degli altri parenti disponibili e con cui ti senti a tuo agio, idem. In questi casi, si può dire che hai la fortuna di avere il tuo villaggio.
Ma se il villaggio non ce l’hai? Se il tuo villaggio è sgangherato come il mio? Cosa devi fare? Non voglio dire che non avessi avuto nessuno disponibile, ma ero in difficoltà nello spostarmi, Nicolò piangeva SEMPRE, non sapevo cosa fare.
Per noi la soluzione è stata la Doula. Che cos’è? O meglio, di cosa si occupa?
La doula è una figura assistenziale non medica e non sanitaria che si occupa del supporto alla donna durante tutto il percorso perinatale, dalla gravidanza al post-partum. Avevo letto un libro in cui si citava questa figura ma non ho mai approfondito. Al secondo mese di vita di Nicolò non ne venivo fuori, mi sentivo solo giudicata e incapace di fare la mamma. Così ho deciso di assumerne una.
Per farti capire meglio perché questa figura può essere di enorme aiuto ecco come viene descritta nel sito in cui ho trovato la mia: La doula è una donna che non giudica, non impone né suggerisce la propria idea di maternage, non dà consigli e non interferisce con le scelte della madre, ma anzi la aiuta a trovare dentro se stessa la modalità che le è naturalmente più congeniale, in un processo di empowerment personale profondo.
Detta così, ogni madre avrebbe bisogno di una doula! Io mi sono affidata a https://www.mondo-doula.it ho scritto direttamente a una delle doulas in lista nella provincia di Treviso e sono stata ricontattata. Non essendo disponibile ha diffuso la mia richiesta tra altre doulas e mi ha mandato i numeri di quelle disponibili, io mi sono occupata del colloquio e ho concordato il compenso direttamente.
Tutt’ora, anche se meno frequentemente, chiamo la mia preziosa Doula Monica a darmi una mano o semplicemente a cucinare i pasti della settimana. Mi ha anche aiutata a far crescere la fiducia in me stessa nel processo di rilattazione (ve ne parlerò più avanti, perché non si può non parlare di allattamento).
Se sei sola, se ti senti perduta, DEVI ASSOLUTAMENTE chiedere aiuto. Se hai il tuo villaggio curalo, tienilo coinvolto. Se hai difficoltà affidati a degli esterni, sono soldi ma sono spesi bene.
Se vuoi maggiori informazioni su come funziona il mondo delle doulas scrivimi 😘
